Nella sezione Epoca Moderna del Museo
Civico di Troia sono conservate due campane di
piccole dimensioni. Quella dal diametro e altezza di
0.14 m, ed effigiata con una Madonna a mezzo busto pare
provenga dalla Ex Cella di S. Antonio, e molto
probabilmente non è costituita da bronzo ma da lega
differente. L’altra campana è invece in bronzo, ed ha le
seguenti caratteristiche:
Diametro: 0.19 m
Altezza (escluso il ceppo): 0.19
m
Peso: 4 Kg ca
Iscrizioni : (in alto, sotto la
prima greca) NICOLA (Falco (1)) EX
DEVOTIONE A. D. 1839 (Trad. Per devozione di Nicola
(Falco?) Anno del Signore 1839).
Immagini e fregi: la campana è
decorata per tutta la sua superficie da nove greche di
fiori e foglie d’edera e di acanto che partono da sotto
il ceppo e giungono fino alla bocca.
Secondo alcuni la succitata campana
proviene dalla Ex Chiesa dei Morti.
In tal caso si tratterebbe della rifusione di uno dei
due campanelli grandi, presenti all’interno della
chiesa, che si trovano registrati tra gli oggetti
metallici a partire dall’inventario del 1828 (Arch.
Vescovile, Cabreo dei Morti dal 1727 al 1933). Essi
erano sistemati uno "affianco la porta della
sacrestia, e l’altro sulla porta di entrata della chiesa
alla Piazza". Quest’ultimo veniva suonato per
scongiurare le tempeste. Altri ritengono invece che la
campana fusa nel 1839 provenga dal Convento di S.
Domenico. Poiché mancano prove certe che attestino l’una
o l’altra provenienza, nessuna delle ipotesi esposte
sopra può essere esclusa, anche se chi scrive ritiene
più plausibile la seconda.
Museo Civico – Le due campanelle conservate
nella Sezione Epoca Moderna.
Museo Civico –
Particolare della campana più piccola, forse
proveniente dalla ex Cella di S. Antonio, con il
bassorilievo della Madonna a mezzo busto.
NOTE:
Il cognome del donatore non è leggibile perché
l’epigrafe il quel punto risulta consunta e
impiastricciata. Si ipotizza che possa essersi
trattato di Nicola Falco.