S. Giovanni di
Dio - La semplice vela a due ordini con le tre
campane.
La chiesa di S. Giovanni di Dio,
eretta nel 1586, si trova annessa all’Ex Ospedale dei
Fatebenefratelli, ora Casa di riposo. Essa è dotata di
un concerto campanario composto da tre elementi molto
antichi, sorretti da un campanile a vela a due ordini.
Le campane sono di seguito descritte e per ciascuna, tra
parentesi, è indicata la posizione sulla vela.
CAMPANA TERZA (secondo ordine della vela)
Diametro: 0.35 m ca (1)
Altezza (escluso il ceppo): 0.35 m ca
Peso: 30 Kg ca
Iscrizioni: (riga superiore) +
· ANNO ·
D · MDLXXXV
· (Trad. Anno del Signore
1585 (2))
Immagini e fregi: rigatura semplice
S. Giovanni di
Dio – La piccola, antica e "miracolosa" campana
terza, il cui suono fu udito dai minatori in
America nel 1910-11.
Questa campana è passata alla storia
con il nome di "campanella di S. Giovanni di Dio" poiché
pare che il Santo se ne servì per compiere dei miracoli:
raccontano infatti che in una bella mattina di fine
inverno 1910-11, un folto gruppo di troiani emigrati in
America stavano lavorando in una miniera di carbone
nella cittadina di Ridgeway, in Pennsylvania, quando
udirono il tintinnio festoso di questa campanella.
Incuriositi da quel suono del loro paese natio, che
aveva attraversato l’Oceano Atlantico (3),
uscirono dalla miniera e "mentre era cessato il suono
della campanella, notarono che dalla sommità della
montagna nelle cui viscere stava la loro miniera,
avvolto in una specie di foschia, avanzava verso di loro
a mezza costa un bel monacello dall’abito tutto nero"(4). Fu un attimo: proprio in
quell’istante la galleria crollò rovinosamente e se i
minatori fossero rimasti al suo interno, certo sarebbero
morti sepolti dalle macerie: il Santo Taumaturgo aveva
salvato così la loro vita.
CAMPANA SECONDA (primo ordine della vela, a
destra)
Diametro: 0,45 m
Altezza (escluso il ceppo): 0,45 m
Peso: 50 Kg. ca
Iscrizioni : (prima riga sup.)
AD HONOREM DIVI IOANNIS DEI PATER (seconda riga sup.)
HONOFRIUS(5) ·
F(ecit?) · C(ampanam?)
· A
· D
· 1710 (Trad. (prima
riga sup.) In onore di S. Giovanni di Dio; (seconda riga
sup.) il Padre Onofrio Fece (fondere questa) Campana
nell’Anno del Signore 1710)
Immagini e fregi: rigatura
semplice, Santo con croce nella mano sinistra (S.
Giovanni di Dio)
S. Giovanni
di Dio – Campana seconda e suoi particolari con
la rigatura superiore e l’effigie di S. Giovanni
di Dio.
CAMPANA PRIMA (primo ordine della
vela, a sinistra):
Diametro: 0.58 m
Altezza (escluso il ceppo): 0.58
m
Peso: 120 Kg. ca
Iscrizioni : (prima riga
superiore) + D
D D
SANTA D MARIA
D Di
D LARCO
D D
D D
D D
D D
(seconda riga sup.) + D
D D
ANNO D DOMINI
D LXXXXIII
D D
D D
(Trad. (6) (prima riga sup.) Santa Maria
dell’Arco; (seconda riga sup.) Anno del Signore (16?)93(7)
)
Immagini e fregi: rigatura
semplice, Madonna con Bambino a mezzo busto (Maria SS.
dell’Arco)
Questa campana è dedicata alla
Vergine dell’Arco, la cui immagine si trova effigiata su
una bella pala realizzata nel tardo 1700 (8)
e fatta apporre nella chiesa nel 1858 dal Vescovo di
Troia Mons. T. Passero, come ricorda una targa posta al
di sotto della tela stessa. Inoltre si tramanda che la
chiesa di S. Giovanni di Dio sia stata costruita accanto
o su un’edicola della Madonna dell’Arco, cui erano
intitolati l’Ospedale ed il convento prima che Troia
affidasse il nosocomio cittadino al Santo Portoghese.
Le tre campane, elettrificate
mediante un sistema computerizzato della ditta
"Giannattasio" di Pontecagnano (Salerno), suonano con i
martelli nei giorni feriali alle ore 7:30 e 7:50
(mezz’ora e dieci minuti prima della messa) e nei
festivi alle ore 8:30 e 8:50 (mezz’ora e dieci minuti
prima della messa). A partire dal 10 Aprile 2002 è stato
ripristinato anche il tradizionale suono al "un’ora
di notte", ossia alle ore 21.00, quando (sia nei
feriali che nei festivi) per circa un minuto fa sentire
i suoi rintocchi la piccola campana terza che invita il
popolo ad elevare un pensiero a Dio, secondo l’antica
usanza dei monaci dell’Ordine Ospedaliero fondato da S.
Giovanni di Dio, i quali, dopo il tramonto, si fermavano
agli spigoli delle strade, e al suono di una campanella
pronunziavano il loro motto "fatebenefratelli" avvisando
che era l’ora di recitare le preghiere.
S. Giovanni di
Dio – La campana prima e suo particolare con il
rilievo della Madonna dell’Arco.
Campanile della
Cattedrale con il campanone visto da quello di
San Giovanni di Dio.
NOTE:
Le dimensioni di questa campana sono
approssimative poiché il bronzo, posto nel secondo
ordine della vela, è praticamente inaccessibile.
La campana fu fusa nel 1585, un anno prima della
costruzione della chiesa (1586); è quindi probabile
che si tratti di un bronzo originariamente
appartenente al nosocomio, ove suonava per avvisare
la comunità ospedaliera per la mensa e per le messe,
e che poi, con l’erezione della cappella, fu
sistemato sul campanile.
E’ singolare annotare che un episodio quasi del
tutto analogo si sia verificato nel 1905 in Michigan
(U. S. A.), dove molti operai sanniti, emigrati,
lavoravano in una miniera di ferro a 200 palmi sotto
terra, allorchè intesero uno strano suono di
campanella, che somigliava perfettamente a quello
della campana del Santuario del Carmine di
Monfalcone, loro paese d’origine. Così si
allontanarono e, ritenendo quel suono una chiamata
misteriosa della Madonna, salirono in fretta di
sotto terra. Appena usciti, una valanga di terra
sprofondò nella miniera e molti lavoratori restarono
sepolti. Quegli operai, grati per così segnalata
protezione, fecero voto di non lavorare mai il
giorno della festa della Madonna del Carmine e
mandarono offerte alla Madonna in ringraziamento per
lo scampato pericolo. La campana "miracolosa" si
trova tutt’oggi presso il detto seicentesco
santuario, appesa ad un arco che funge da campanile,
e porta l’iscrizione "Verbum caro factum est A. D.
1651 S. M. C." ed è decorata con le immagini della
Madonna del Carmine e di S. Nicola di Bari (Da F. di
Stasio, D. Minelli, "Il Santuario del Carmine di
Montefalcone (BN)", ed. Santuario del Carmine,
1978).
Da P. DE SANTIS, "La campanella di S.
Giovanni di Dio salvò gli emigrati troiani dal
crollo della miniera in America", in
Orizzonte di Troia, Anno XX, N.1, 8 marzo 1970.
Forse si tratta del Padre Priore dell' Ospedale
sotto cui fu promossa la fusione della campana.
Più che traduzione, per quanto riguarda la prima
parte dell’epigrafe, si tratta di una trasposizione
dall’italiano del 1600 a quello corrente.
Sulla campana prima è riportato l’anno di
fusione privo del secolo. La caratteristica forma
oblunga e la semplicità delle decorazioni sono
comunque testimonianza certa dell’antichità di
questo sacro bronzo, che si ipotizza risalga al
1600.
L. Altobelli, "Il culto di S. Giovanni di Dio
a Troia ", Ed. del Rosone, marzo 2000