Riproduzione di
una cartolina degli anni 1920 rappresentante la
splendida facciata della Cattedrale. Sul
campanile si nota la balaustra di marmo bianco
eliminata negli anni 1960.
Nel tempo andato ogni momento della
giornata era accompagnato dal suono delle campane della
Cattedrale, che veniva così definito : "la campana"
all’alba, il mattutino alle ore otto, il
mezzogiorno alle ore dodici, le venti ore
alle quattordici, le ventunore alle ore quindici,
quando, in memoria della morte di Gesù, ai trentatré
rintocchi del campanone, i Canonici si recavano al coro
della Basilica per recitare l’Ufficio, le ventitré
ore alle diciassette, le ventiquattrore alle
diciotto, verso il calar del sole, l’ora di notte
un’ora dopo il tramonto.
Non si può trascurare che qualcosa di
misterioso e divino è legato alle campane della
Cattedrale di Troia, come si evince dall’episodio
raccontato dal Can. V. Aceto nel manoscritto inedito
"Troja Sagra", conservato nell’Archivio Capitolare
di Troia, alle pp. 148-149-150: "Più volte nel 1682
si sono sentite in questa Catedrale di Troia, e fra
gl’altri giorno nel XI febraro giorno dedicato a detto
glorioso santo (S. Secondino) tre volte la
mattina di detto giorno, et in altri giorni alle volte
la mattina, et alle volte prima e doppo Vespero, un
suono di campane, come fusse da sotto terra, fù sentito
da persone che stavano dentro la Chiesa, e da quei che
stavano fuora di essa nella piazza, questi sentendono
questo nuovo suono la mattina di detto giorno XI febraro
(poiché nell’altri giorni parlando di quei che stavano
fuora la Chiesa, se ne fece poco conto, credendosi che
fussero le proprie campane della Chiesa) corsero dentro
la Chiesa, e uniti con quei di dentro, andavano dove
sentivano il suono delle campane, che pareva fusse ove
sta la fonte Battesimale, vicino la porta maggiore di
detta Chiesa, arrivati qui, il suono si intese nel
Presbiterio vicino il solio del Vescovo al corno verso
l’Altare Maggiore, gionti qui, il suono parea fusse
nella nave maggiore sotto il Campanello, da qui s’intese
verso l’Altare Maggiore, il suono reiterò tre volte,
appunto secondo si suole suonare il Matutino: Mentre la
gente andava vagando hor qua, hor là, cessorono le
campane di suonare, e quella gente restò confusa, durò
in questa mattina il suono, cioè per tutte tre volte,
una mezz’ora. Lo suono delle campane di piccole, e
grosse, e fra l’altre la piccola havea una voce
argentina strillente, che faceva cogl’altre un mirabile
concerto. Il suono delle campane tanto la mattina quanto
il giorno si sentiva sempre quando li canonici non erano
nella Chiesa, e quei, che l’intesero, fra l’altri nella
mattina suddetta della festività del Glorioso S. erano
persone da bene, e veridiche, e persone che havevano
cognizione delle cose del Mondo. Fu tutto questi scritto
a Mons. D. Antonio de Sangro di felice memoria Vescovo
di questa Città, che resideva in quei giorni in foggia
per commodo dell’aere caldo, destinò questo mandarne da
colà per pigliare informazione: ma posto in consulta se
si doveva pigliare informazione: fu stimato sospenderla,
e non vendi in Troia per tale effetto; ma in congiontura
d’altro affare m’informai a pieno, e trovai essere
sortito quanto di sopra ho detto."
Il vecchio concerto
Dalla "Relazione dei Parroci di
Troia per la visita Pastorale di Mons. Aldobrandino"
(Arch. Vescovile, cartella rossa), sappiamo che nel 1595
la cattedrale possedeva (forse sulla sua torre
campanaria innalzata sul grande arco protogotico
d’ingresso alla Cappella dell’Assunta, dove fino a
qualche decennio addietro, erano visibili ancora i fori
delle catene o delle funi che consentivano di suonare le
campane dall’interno della chiesa) quattro bronzi: la
campana grossa, la campana del Salvatore, la campana di
S. Giovanni e la campana "della vedova", così detta
perché faceva sentire i suoi rintocchi per i funerali.
Il manoscritto riferisce anche le epigrafi e le immagini
presenti sul manto delle dette campane; e qui di seguito
si riporta la descrizione dei tre bronzi minori, mentre
la campana grossa è descritta a pag. 82 :
la campana di lo salvatore
sta scritto di sopra: 1484
la campana di santo gioanni la scritta
di sopra
Jesus maria mentem santam spontaneam
honorem deo et patriem + liberationem santus deus santus
fortis et immortalis miserere nobis. A. tertio inditione
decimaquarta soli deo honor et gloria operis francisci
bononiae (La scritta risulta in parte
incomprensibile. Una possibile traduzione è la seguente:
Gesù Maria + con l’intento santo e spontaneo di onorare
Dio e concedere liberazione alla patria + Santo Dio
Santo Forte e Immortale abbi pietà di noi. Anno terzo
quattordicesima indizione Solo a Dio l’onore e la gloria
di quest’opera di Francesco da Bologna).
Questa campana dedicata a S. Giovanni
era ancora presente nel concerto della Cattedrale alla
fine del 1800, come si rileva dall’ "Esito fatto in
questo mese di Maggio del 1875 dalla Mensa Vescovile per
ordine dell’Ill.mo e Rev.mo Mons.
Fra Tommaso Passero Vescovo di Troia" (Arch.
Vescovile), che infatti registra: Fatto ed aggiuntato
il battocchio della campana di S. Giovanni così
detta..............................duc. 0.93.
La campana fu poi rifusa nel 1885
(cfr. pag. 74 ).
la campana di la vedova
la scritta di sopra
Hoc opus fecit Dominus iacobus
delombardis episcopus troianus ad honorem beatae mariae
virginis Anno domini 1464 (Trad. Fece quest’opera il
Signore Giacomo Lombardi Vescovo di Troia in onore della
Beata Maria Vergine nell’anno del Signore 1464)
Il nuovo concerto
Intorno al 1777 su un muro maestro
della stessa Cappella dell’Assunta fu elevato un
campanile di mattoni che pare sia stato costruito in due
fasi, di cui quella inferiore – dai fornici tompagnati –
sembra denotare il fallimento dell’effetto suono delle
campane la cui onda sonora non riusciva a raggiungere
tutta la "Civitas" per scandirne l’attività. Si
pensò allora di elevare la costruzione fino all’ altezza
attuale di 35 metri da terra (1) . Tra i
finestroni di tale campanile si spande oggi l’armonioso
suono di cinque bronzi, del peso totale di circa 2960
chilogrammi, che formano un concerto in "re calante",
non frequente ma perciò più suggestivo. Le campane hanno
le seguenti caratteristiche:
(i sacri bronzi sono descritti in
ordine dal più piccolo al più grande e fra parentesi è
indicata la loro collocazione sulla torre)
CAMPANA QUINTA che fino al 1965 era
la quarta DETTA "LA
PICCHIOSA", probabile rifusione della
campana "della vedova" (in basso, verso mattina)
Cattedrale – La campana
quinta, rifusa nel 1892.
Nome: S. Secondino, S. Urbano
Suono: argentino
Diametro: 0.67 m
Altezza (esclusi gli anelli terminali
di sostegno): 0.65 m
Peso: 180 Kg circa
Iscrizioni : PARVA DEUM LAUDO
SOLA AUT SOCIATA SONANDO + GAUDIA DO VIVIS
VITAQUE LEVAMINA FUNCTIS + CURA ET SUMPTIBUS
DANIELIS TEMPESTA OLIM SURAE DEIN TRIVENTI NUNC TROIAE
EPISCOPUS + MARINELLI FECIT ANNO DOMINI 1892.
(Trad. Piccola di dimensioni lodo Dio suonando sola o
accompagnata + do gioie ai vivi, vita e sollievo ai
defunti + A cura e spese di Daniele Tempesta dapprima
vescovo di Sora, poi di Trivento e ora di Troia +
Marinelli fece nell’anno del Signore 1892)
Cattedrale –
Particolare della campana quinta con l’effigie
di Maria Immacolata.
Data di fusione : come sottolinea
l’epigrafe la campana venne rifusa da Alessandro e
Pasquale Marinelli nel 1892
Fonditore : Alessandro e Pasquale
Marinelli
Immagini e fregi : fregi in giro,
figure di Maria Immacolata, S.Secondino, S. Urbano.
Questa campana suona a distesa l’Ave
Maria (in inverno alle ore 17.30, d’estate alle ore
18.30), preceduta dalla campana prima che emette 18
rintocchi con il martello. (2) Nel tempo
andato all’ora della Compieta la campanella della
Cattedrale suonava a distesa precisamente dalle ore
22,00 alle 22,15 (circa due ore prima dell’Avemmaria).
Siccome il prolungarsi del suono della campana sembrava
una lagna di un bambino, il popolo, nel suo gergo, la
denominò "la picchiosa". Frattanto, mentre in
Cattedrale, in coro, i Canonici cantavano l’inno di
Compieta: "Al termine del giorno, o Sommo Creatore"
e la bellissima antifona "Ave, Regina del cielo",
fuori, i venditori ambulanti, con voce non meno
lamentosa della campanella, magnificavano la loro merce
e i loro ortaggi con versi semitonali.
VECCHIA CAMPANA TERZA DETTA "DEL
PARROCO" che rimase a Troia fino al 1965 , già
probabile rifusione della campana detta di S. Giovanni
Nome: S . Anastasio, S. Anthia,
S. Ponziano
Suono: argentino
Diametro: 0.83 m
Altezza (escluso il ceppo) : 0.85
m
Peso: 380 kg ca.
Iscrizioni : CURA ET SUMPTIBUS
PAULI AEMILII BERGAMASCHI EPISCOPI TROIANI + PLAENA MEA
SIGNA VOCES SUPERUM CONCENTIBUS ADDO + UT DECUS USQUE
DEO ET POPULO SINT GAUDIA PACIS. (TRAD. A CURA e
spese di Paolo Emilio Bergamaschi vescovo di Troia + Con
i miei rintocchi aggiungo al concerto le voci dei superi
+ affinchè la gloria giunga a Dio e tra il popolo
regnino le gioie della pace)
Data di fusione : fonderia P.
Marinelli. Agnone, 1901
Fonditore : Pasquale Marinelli
Immagini e fregi : decorazione a
rilievo in giro, stemma di Mons. Bergamaschi (un leone
alato rampante, due spade incrociate, un’aquila dalle
ali spiegate e la scritta "Fortiter et suaviter",
fortemente ma con dolcezza), S. Anastasio, S. Ponziano e
S. Anzia.
Mons. Bergamaschi, dopo aver fatto
rifondere la campana terza (che già era stata rifusa nel
1885 per la somma di £ 883.50 come risulta dal
"Giornale di Introiti ed Esiti della Mensa Vescovile di
Troja", Arch. Vescovile), nel 1901, ordinò di
redigere la "Notificazione al Capitolo per la
responsabilità della custodia delle campane", di
seguito riportata:
Per ordine di Sua Eccellenza Rev.ma
Mons. Paolo Emilio Bergamaschi Vescovo di Troja si
notifica al Rev.mo Capitolo di questa
Cattedrale Trojana quanto segue:
Colla consegna al Reverendissimo
Capitolo della Campana recentemente fusa Sua Eccellenza
Rev.ma diffida fin d’ora lo stesso Rev.mo
capitolo pei guasti e rotture che potranno in seguito
essere cagionati alle campane per imperizia dei
suonatori, o per altre cause colpose chiamandone
responsabile lo stesso Rev.mo Capitolo.
Spetta al Rev.mo Capitolo la responsabilità
piena ed intera dell’uso che si farà delle campane:
quindi ogni guasto colposo che possa in seguito
verificarsi per opera di chicchesia dovrà essere sempre
a carico del Rev.mo capitolo, il quale dovrà
sostenerne le conseguenze.
Il Cancelliere Vescovile
Alfonso Basile.
(a tergo) Attesto di aver fatto
leggere al Rev.do Capitolo di questa
Cattedrale la notificazione che qui innanzi è scritta.
L’Arcidiacono
Michele Sarni
Archivio
Vescovile – Riproduzione della "Notificazione al
Capitolo per la responsabilità della custodia
delle campane", risalente al 1901.
La terza campana, detta "del parroco"
perché suonava a distesa prima della messa celebrata
appunto dal Parroco della Cattedrale, era la più usata,
ossia quella a cui erano affidati una gran parte dei
segni. Nel 1965, in occasione del Primo Congresso
Eucaristico Diocesano indetto a Troia dal vescovo di
allora Mons. Antonio Pirotto, la campana terza, che si
era incrinata, fu sostituita con un’altra campana
battezzata con il nome di "Maria Dolens". Il
sacro bronzo è descritto di seguito:
CAMPANA QUARTA (in alto sopra la
campana quinta, verso mattina)
Tonalità : La
Diametro: 0.80 m
Altezza (escluso il ceppo): 0.74
m
Peso: 340 Kg ca
Cattedrale - La
vecchia campana "del parroco" fusa ad Agnone nel
1901
Cattedrale –
L’attuale campana quarta, fusa a Castelnuovo nei
Monti (RE) nel 1965 in sostituzione della
campana "del parroco".
Iscrizioni : PRIMI
EUCHARISTICI EX UNIVERSA DIOCESI CONVENTUS + DIU PIEQUE
MEMORIAM REVOCARE CUPIENTES + ANTISTES ANTONIUS PIROTTO
OMNESQUE DE CLERO TROJANAE DIOECESIS + CANONICI
SACERDOTES LEVITAE + COMPREHENSUM HABENTES EUCHARISTICI
REGIS OPTATUM + UT UNUM SINT + VIRIBUS UNITIS PLANE
INTER SE CONCINENTES + AES INJURIA TEMPORUM LABEFACTUM
DENUO REFUSUM (3) + RITUQUE
SANCTISSIMO ABLUTUM + SACRORUM BASILICAE CATHEDRALIS
CONCENTUI + RESTITUERUNT + UT LAUDIS PRAECONIUM PERPETUO
CANAT + IN FIDE ET CHARITATE UNITATIS SIGNUM + A. D.
ANTE CONCILII OECUMENICI VATICANI SECUNDI MISSIONEM
MCMLXV. (Trad. Primo Congresso Eucaristico di tutta
la Diocesi + desiderando ricordarne a lungo e con
devozione la memoria + il Vescovo Antonio Pirotto e
tutto il clero della Diocesi Troiana + i Canonici, i
Sacerdoti e i Seminaristi + accogliendo il desiderio del
Re Eucaristico + " che siano una cosa sola" + volendone
cantare all’unisono l’unione dei cuori + questa campana,
incrinata dall’ingiuria dei tempi, rifusa una seconda
volta e aspersa dal Rito Santissimo + al concerto delle
feste della Basilica Cattedrale + hanno restituito +
affinché canti in perpetuo l’annunzio di lode + nel
segno dell’unità, della fede e della carità + L’anno del
Signore 1965 prima della chiusura del Secondo Concilio
Ecumenico Vaticano).
Immagini e fregi: festoni in
alto, greca alla bocca, effigie del Divin Crocifisso e
del Patrono principale della Diocesi S. Eleuterio,
stemma di Mons. Pirotto (vescovile, partito, nel primo
d'argento un destrocherio reggente un calice
fiammeggiante, il secondo d'azzurro caricato di tre
fasce d'oro; motto : "Ut unum sint", affinchè siano una
cosa sola)
Alla spesa per la fusione di suddetta
campana, come fa notare l’iscrizione, provvidero il
Vescovo ed il Clero Diocesano. Inoltre, in una lettera
scritta da Mons. Pirotto il 17 febbraio 1965 e
indirizzata "al Venerando Clero della Diocesi",
il presule afferma: " il Vescovo ha aperto la
sottoscrizione con una offerta personale di lire 100.000
ed ha provveduto a che il Seminario si
sottoscriva a sua volta per la somma di lire 50.000".
Il lavoro fu eseguito nelle officine della ditta Cav.
Paolo Capanni di Castelnuovo nei Monti (Reggio Emilia),
casa fondata nel 1846, e comportò anche la fornitura di
una nuova campana, offerta per un milione di lire dal
Rev.do Don Michele Catalano di Biccari, che nell’attuale
concerto è la terza (descritta di
seguito). I due bronzi furono tolti dalla fossa di
fusione il 13 aprile 1965, consegnati a Troia il 23
aprile 1965 (e in tale occasione la Ditta Capanni ritirò
la vecchia campana terza incrinata (4)), e
infine benedetti il 2 maggio dello stesso anno. Venne
inoltre istallato un nuovo sistema di armatura, di
sospensione e di oscillazione dei bronzi, il tutto
affidato ad una robusta incastellatura di travi
metalliche, furono sostituiti i battagli delle campane
quinta, seconda e prima (quest’ultimo pesante 60 Kg) e
si provvide anche all’elettrificazione del concerto, per
mezzo delle più moderne apparecchiature di
elettromeccanizzazione e di regolaggio elettronico delle
strumentazioni, a quel tempo disponibili. Per questi
lavori vari si spesero £ 4.750.000. Recentemente il
funzionamento delle campane è stato affidato ad un
nuovissimo sistema computerizzato brevettato dalla ditta
"Giannattasio" di Pontecagnano (Salerno).
La campana quarta suona a distesa,
assieme alla quinta e alla terza alle ore 8.00 della
domenica e delle altre solennità.
Cattedrale – La
"Maria Gaudens", aggiunta al concerto nel 1965.
CAMPANA TERZA (verso sera)
Nome: Maria Gaudens
Tonalità: Fa diesis
Diametro: 0.98 m
Altezza (escluso il ceppo): 0.80 m
Peso: 600 Kg (5)
Iscrizioni : SACRO CONCILIO
OECUMENICO VATICANO SECUNDO QUARTAM SESSIONEM INITURO +
PAULO VI JESU CHRISTI VICARIO FELICITER REGNANTE + DUM
PRIMUS EUCHARISTICUS EX UNIVERSA DIOECESI CONVENTUS +
AUSPICIO ANTONII PIROTTO ANTISTITIS TROJANI +
FESTINANTER AD OCCASUM VERTIT + CATHEDRALIS BASILICAE
SACRO AERIS CONCENTUI + HANC GARULAM VOCEM CUI NOMEN +
MARIA GAUDENS + SUMPTIBUS SUIS MICHAEL CATALANO
PRESBYTER VISCARIENSIS ADIUNXIT + UT IN GENTIUM AURES
TAM MIRIFICOS EVENTUS PIE INSUSSURRET + A. D. MCMLXV.
(Trad. Mentre stava per iniziare la quarta sessione del
Sacro Concilio Ecumenico Vaticano II + Paolo VI Vicario
di Gesù Cristo felicemente regnante + e il Primo
Congresso Eucaristico di tutta la Diocesi + sotto la
guida di Antonio Pirotto Vescovo di Troia + volgeva al
suo epilogo + a sue spese il sacerdote Michele Catalano
di Biccari aggiunse + al Sacro Concerto di bronzi della
Basilica Cattedrale + questa garrula voce a cui si è
dato nome + Maria Gaudens + affinché annunzi piamente
alle orecchie delle genti un sì mirabile avvenimento +
Anno del Signore 1965).
Data di fusione : La campana
venne fusa nel 1965 presso la ditta Cav. Paolo Capanni
di Castelnuovo nei Monti (Reggio Emilia)
Fonditore : Cav. Paolo Capanni
Immagini e fregi : decorazione
con festoni, greca alla bocca, Crocifisso, S. Eleuterio,
Stemma di Mons. Pirotto.
La campana terza suona a distesa "il
mattutino" alle ore 8.00 sola nei feriali e accompagnata
dalle campane quarta e quinta nei festivi . Il suono
disteso di queste tre campane si ripete anche, per ben
cinque volte consecutive, il pomeriggio del 13 luglio
quando in Cattedrale avviene l’esposizione dei busti e
delle reliquie dei Santi Patroni. Le campane terza
quarta e quinta possono infine oscillare in qualsiasi
momento di una qualunque giornata per annunziare festose
la nascita di un bambino, nuovo membro della comunità
parrocchiale.
Cattedrale – La
campana "del Vescovo", dedicata a S. Michele e
fusa da Domenico Saja di Agnone nel 1819.
CAMPANA SECONDA DETTA "DEL
VESCOVO", rifusione della
quattrocentesca campana "del Salvatore"
(verso
meridione)
Nome: S. Michele
Suono: dolce
Diametro: 1.05 m
Altezza (escluso il ceppo) : 1.00
m
Peso: 800 Kg ca.
Iscrizioni : (in alto) OPUS
AERE IAM CONFRACTO REPURGATO RESTITUENDUM CURAVIT
MICHAEL PALMIERI EPISCOPUS TROIANUS ANNO DOMINI 1819
+ (al centro) SANCTE MICHAEL ARCANGELE DEFENDE NOS IN
PROELIO. (appena sopra la bocca) DOMINICUS SAJA
ANGLONESIS F. (Trad. (in alto) Il Vescovo di Troia
Michele Palmieri si curò di restituire l’opera di bronzo
già frantumata e rifusa nell’anno del Signore 1819 + (al
centro) San Michele Arcangelo proteggici nella
battaglia. (appena sopra la bocca) Domenico Saia di
Agnone fece)
Data di fusione : il bronzo venne
fuso nel 1819 da di Agnone
Fonditore : Domenico Saia
Immagini e fregi : sul ceppo sei
teste umane, Stemma di Mons. Palmieri (d'azzurro, un
fascio di tre rami di palma, accompagnato da due stelle
ad otto punte, vescovile), Assunzione di Maria, S.
Michele Arcangelo, S. Eleuterio.
La campana "del Vescovo" è così
chiamata perché suona sola a distesa alcuni minuti prima
di un pontificale, e, accompagnata dalle campane terza,
quarta e quinta in altre occasioni solenni (Processioni,
festa patronale etc.).Per i funerali le campane quinta,
quarta e seconda (in ordine) suonano emettendo lenti e
cadenzati rintocchi con i martelli. Mezz’ora prima delle
messe festive suonano con il martello le campane
seconda, terza e quarta emettendo rintocchi concitati in
rapida successione.
Cattedrale –
Particolare della campana seconda, con il
bassorilievo dell’Arcangelo S. Michele.
CAMPANA PRIMA O "CAMPANONE"
(verso settentrione, in posizione opposta alla campana
seconda) Vedi video 15 agosto 2007
Questa campana ricopre un ruolo di
grande importanza storico-culturale per il nostro paese:
è la rifusione dell’antica Campana grande, fatta
realizzare da Giacomo Lombardo, vescovo di Troia dal 29
marzo 1438 al 9 aprile 1469 (6). V.
Stefanelli in "Memorie storiche della città di Troia
(Capitanata)", tip. V. Sorrentino, Napoli-Costantinopoli
102, 1879, così ne parla: "Il 9 aprile 1469, vecchio
e gloriosomorì Iacopo Lombardi. Fu dottissimo
uomo in teologia, nel diritto canonico e nel civile di
severi costumi fu nella giustizia incorrotto; [...]
e fè edificare una stupenda Cappella per la sua
famiglia,detta perciò Cappella dei Lombardi, ed
a sue spese fu fusa pel Duomo la campana massima, del
peso di libbre trentamila, che si appellò anche dei
Lombardi; col patto espresso agli eredi di sua casa, che
ove questa si rompesse, doveva rifarsi a spese di
quelli, ai quali perciò fu serbato il diritto di poterla
far suonare a mortorio per qualunque defunto volessero;
ma che senza venia loro potesse farsi nella morte del
Vescovo, delle Dignità e Canonici, e dei Reggimentari
dell’Università. E si ha memoria che verso gli ultimi
anni di Mons. de Sangro (che fu vescovo di Troia dal
16 dicembre 1675 al 24 gennaio 1694 (7))
questa essendosi rotta, giusta quella disposizione fu
rifatta da Antonio eDomenico Lombardi, cittadini
allora di Lucera, e che non permisero che la volontà del
loro avo rimanesse frustranea, e si perdesse un diritto
al loro casato".Nella già citata "Lista delle
campane della chiesa Cattedrale" contenuta in un
cabreo della Curia Vescovile di fine 1500 e facente
parte della "Relazione dei Parroci di Troja per la
visita Pastorale di Mons. Aldobrandino" risulta che
l’antico campanone fu rifuso una prima volta già nel
1535 sotto il Vescovo di Troia Ferdinando Pandolfino,
come riportava l’epigrafe posta sulla stessa, che così
recitava:
(la scritta di sotto diceva)
Refici fecit D.nus ferdinandus
pandulfinus de florentia episcopus troianus A. D. 1535
hoc campanum fieri fecit dominus iacobus delombardis
episcopus troianus A. D. 1464 (Trad. Fece rifondere il
Signore Ferdinando Pandolfino di Firenze Vescovo di
Troia nell’Anno del Signore 1535 + Fece fondere questa
campana il Signore Giacomo Lombardo Vescovo di Troia
nell’Anno del Signore 1464)
Archivio
Vescovile – Riproduzione della "Lista delle
campane della chiesa Cattedrale", ricavata dalla
"Relazione dei Parroci di Troja per la visita
Pastorale di Mons. Aldobrandino".
(la scritta di sopra diceva)
Jesus maria christus vincit christus
regnat christus imperat et deus homo factus est + mentem
santam spontaneam honorem deo et patriae liberationem +
magistri antonius barberius et joannes dominicus musarra
singulis faciebant +
JHS
(Trad. Gesù Maria Cristo Vince Cristo
Regna Cristo Domina e Dio si è fatto uomo + con
l’intenzione santa e spontanea di onorare Dio e
concedere liberazione alla patria + i maestri fonditori
Antonio Barberio e Giovanni Domenico Musarra
rispettivamente plasmavano + Gesù Salvatore degli
Uomini).
La campana era inoltre decorata con
le immagini de "la madonna e santo ioanne a sinistra".
Il cabreo N.43 della Curia Vescovile
di Troia, che inizia con le parole " Platea di corpi
e renditedella mensa Vescovile della città di
Troja e sua diocesi", manoscritto a partire dalla
metà del 1700, al foglio 20 registra la spesa di 0:83
ducati "Pagato addì 15 febbraio 1755 al Mastro
Antonio di Falco per anito (castelletto),
sferratura e ferratura della campana grossa per
centronetti (chiodi) e suafatica";
mentre al foglio 23 c’è un elenco completo di spese
occorse, sempre nel 1755, per la rifusione di una
campana della Cattedrale (non ben definita, ma quasi
certamente si trattò del campanone). Il sacro bronzo,
frantumato a colpi di maglio, fu portato a Biccari ed
ivi rifuso. L’elenco è di seguito riportato:
Archivio
Vescovile – Riproduzione dell’"Esito fatto per
la Campana nuova nel 1755", estratto dal Cabreo
N. 43.
Esito fatto per la Campana nuova
Pagato a Mastro Giuseppe
Livori per sferratura, e rompere la Campana
Duc.
0:40
Pagato al vastaso (facchino)
Luca il Marinese per calare il metallo dal
campanile a basso
Duc.
0:25
Pagato al Notaio Salvatore
Fiore per l’albarano (registro) per detta
Campana
Duc.
0:10
Pagato a molte persone per
trasporto del metallo in Biccari
Duc.
0:23
Pagato alli Vastasi in Troia
per scaricare detta Campana
Duc.
0:13
Pagato a mastro Giuseppe
Livori per componere la campana dentro la Chiesa
Duc.
0:50
Pagato a Paolo Daniele per
trasporto di legnami in componere detta campana
Duc.
0:10
Compra di mirra
Duc.
0:05
Pagato al Campanaro Mastro
Diego Cacciavillano (8) della città
di Agnone per la fornitura della Campana nuova,
e sue fatiche, come da ricevuta
Duc.
47:00
Pagato a Mastro Giuseppe
Livori per salire detta campana nel campanile
Duc.
10:23
Compra di ferro rotolo due, e
mezzo per il manico della campana
Duc.
0:41:4
Pagato a Mastro Antonio di
Falco per ferratura della detta campana
Duc.
0:50
Compra di n. 32: centro netti
(chiodi) per detta
Duc.
0:20
Per manofattura di quattro
gattoni (mensole) a detto Falco
Duc.
0:40
-------------
duc. 60:52:4(9)
Segue descrizione del campanone
attuale
Nome: S. Eleuterio
Suono: Cupo
Diametro: 1.20 m
Altezza (escluso il ceppo): 1.20
m
Peso: 1000 Kg ca.
Iscrizioni : (al centro)
LAETITIAE PIA SIGNA EGO FUNEREIQUE DOLORIS + RITE DEDI
POPULO SAECLUM EXAUDITA PER IPSUM + FRACTA ET FUSA
SONORA MAGIS MAIORQUE RENASCOR + VIRGO MEUS SONITUS
LAUDES TIBI CONCINAT ALMAS. (DA SINISTRA) SANCTO
ELEUTERIO + ALEXANDER MARINELLI EIUSQUE FILIUS PASCHALIS
+ CIVITATIS ANGLONI FUDERUNT + TROIAE ANNO DOMINI
MDCCCXCII.(DA DESTRA) CURA ET SUMPTIBUS DANIELIS
TEMPESTA OLIM SURAE DEINDE TRIVENTI NUNC TROIAE EPISCOPI.
(Trad. (al centro) Il mio compito è dare pio segno di
gioia e di dolore funebre + Secondo l’usanza ho dato al
popolo il mio suono lungo il tempo + Frantumata e fusa
rinasco sempre più squillante + O Vergine, il mio suono
ti celebra le lodi divine + (da sinistra) A
Sant’Eleuterio + Alessandro Marinelli e suo figlio
Pasquale della città di Agnone fusero + Troia, anno del
Signore 1892. (da destra) A cura e spese di Daniele
Tempesta dapprima vescovo di Sora, poi di Trivento e ora
di Troia.)
Il glorioso
"campanone" della Cattedrale, rifuso per la
quinta volta nel 1892, del peso di ben 10
quintali.
Data di fusione : 1892
Fonditore: La campana venne fusa
da Alessandro e Pasquale Marinelli.
Si racconta che, quando in quell’anno
il vecchio campanone si incrinò, venne portato nella
chiesa di S. Giovanni al Mercato (che, sconsacrata, si
trovava in stato di abbandono tanto che dal tetto erano
abbondanti le infiltrazioni di acqua), per essere
rifuso, ma una volta poggiato a terra, forse per il suo
peso eccessivo e per la precarietà del pavimento,
sprofondò rovinosamente nel sottosuolo. Si tentò
comunque di realizzare la colata ed una gran folla di
persone offrì spontaneamente gioielli e altri oggetti
preziosi, obbedendo ad una antica tradizione secondo
cui, se al bronzo si mescola dell’oro, il suono della
campana risulterà più puro. Purtroppo i vari sforzi del
popolo troiano per cercare di rifondere il campanone
nella sua stessa città furono vani e così si pensò di
affidare le sorti della nuova campana maggiore agli
abili maestri d’arte campanaria di Agnone Alessandro e
Pasquale Marinelli, i quali per due mesi si trasferirono
a Troia assieme ad operai e maestranze e, scavate delle
fosse ai piedi del campanile della Cattedrale, vi
rifusero in loco tre campane (le attuali campane prima e
quinta e la vecchia campana terza che poi, incrinatasi
fu rifusa nuovamente nel 1901, sempre dai Marinelli,
sotto il Vescovo Mons. P. E. Bergamaschi, cfr. pp.
73-74), come risulta dalla seguente perizia sottoscritta
a Troia il 14 agosto 1892 da Alessandro e Pasquale
Marinelli, conservata nella Curia Vescovile tra i
documenti del Capitolo Cattedrale, e che offre, oltre ad
un preventivo delle spese occorse per il lavoro, anche
un interessante repertorio di materiali e ingredienti
usati per la fusione:
Perizia delle spese occorse ai lavori
eseguiti da noi sottoscritti per la rifusione di tre
campane del peso complessivo di q.22 dico ventidue) con
aggiunzione di nuovo metallo.
Dette campane appartengono alla
chiesa Cattedrale della città di Troia, Capitanata, ed i
lavori sono stati eseguiti tutti sopra luogo dalla Casa
Alessandro Marinelli e figli di Agnone (prov. di
Campobasso)
Cattedrale –
Particolare del campanone con il bassorilievo
della Madonna Assunta.
Cattedrale –
Effige di S. Eleuterio Vescovo che decora il
mantello della campana prima.
Archivio
Vescovile – Riproduzione della perizia delle
spese occorse per la rifusione di tre campane
della Cattedrale, sottoscritta nel 1892 da
Alessandro e Pasquale Marinelli.
1°
Viaggio di tre maestri
fonditori, trasporto di attrezzi e del nuovo
metallo aggiunto, da Agnone a Troia e viceversa
£: 300.00
2°
Impianto del locale dove si
dovuto lavorare
£: 100.00
3°
Scavo e fortificazioni dei
fossi, costruzione e materiale per la fornace,
mattoni, calce, arena, argilla, maestria ed
assistenza
£: 400.00
4°
Legna per cuocere il forno e
per la liquefazione del bronzo in due fusioni
metri quadrati 12 a £:12.00 il metro q
£: 144.00
5°
Carbone di legna per la
costruzione dei modelli quintali venti a £:8 il
q.
£: 160.00
6°
Incredienti necessari per la
costruzione delle forme, due tavoloni di noce
lavorati per le sagome, ferro filati, cera
vergine, pece greca, zimatura di panni, pelo di
vaccina, sego, piombagine, canape, ecc
£: 200.00
7°
Assistenza di due operai al
giorno per due mesi
£: 240.00
8°
Vitto ed alloggio ai
fonditori per due mesi
£: 500.00
9°
Sfrido del metallo avvenuto
alle due fusioni il 5% Chg 122 a £: 3.00 Chilo
£: 360.00
10°
Metallo nuovo aggiunto per
avere le campane in accordo quin. 5 cinque)
£:1500.00
11°
Per i mozzi nuovi alle tre
campane, ferrature e rispettivi battagli
£: 300.00
12°
Per l’ascenzione delle
campane sul campanile e situazione di esse
£: 400.00
13°
Compenso di manodopera agli
artefici £ 75.00 per ogni quintale
£: 1650.00
Totale
£: 6254.00
Troia, 14 agosto 1892
Alessandro Marinelli fonditore
Pasquale Marinelli fonditore
Immagini e fregi : Stemma di
Mons. Tempesta (una navicella in balia del mare in
tempesta, sormontata da una stella e la scritta "Respice
stellam", guarda la stella), Crocifisso, Assunzione di
Maria, S. Eleuterio, festoni, mascheroni, danza di
genii.
Un tempo il campanone suonava "a
morto" per i funerali delle persone più importanti
(mentre per le esequie ordinarie il campanaro poteva
suonare, in base all’offerta messa a disposizione del
Clero dai familiari del defunto, le campane seconda,
terza o quarta). Attualmente la campana prima suona da
sola a distesa allo scoccare della mezzanotte del 31
dicembre e, sempre alla stessa ora, nella notte che
segna l’inizio della quaresima. Quando le campane
venivano suonate manualmente, tirare la corda del
pesante campanone per avvisare che si passava dal grasso
all’astinenza quaresimale, comportava una notevole
fatica per i campanari, cui spesso veniva offerto un
compenso, poi registrato tra le spese della Mensa
Vescovile: infatti nella "Nota delle spese per la
Cattedrale nel mese di marzo 1886 che si pagano da Sua
Eccellenza Ill.ma e Rev.ma
Monsignor Fra Tommaso Passero Vescovo di Troja"(Arch.
Vescovile) si legge: Regalia fatta ai Sagrestani pel
suono della Campana dell’ultima notte del
Carnevale..........................................................................£1.00.Il suono a slancio del campanone si ripete,
con
l’accompagnamento delle campane terza,
quarta e quinta (anch’esse distese) verso le 18.45 del
giorno di Pasqua, in occasione della "processione del
bacio" e la mattina del giorno 19 luglio, festa dei
Santi Patroni, sia verso le ore 8.15 (dopo il mattutino)
che alle ore 11.00, al passaggio per piazza Episcopio
del corteo religioso guidato dal vescovo e diretto in
Cattedrale (10) per il solenne pontificale.
La campana prima suona infine tutti i
giorni l’Angelus (11), emettendo 18
rintocchi di martello, alle ore 6.30, 12.00, 15.00 e
18.30 (in inverno 17.30).
Le campane della Basilica Cattedrale
di S. Maria Assunta hanno suonato in forma
straordinaria:
A stormo il 30 agosto 1630 quando il Vesuvio
imperversò gettando fiamme, cenere, forti boati con
scosse di terremoto e la popolazione nell’oscurità
profonda si riversò in chiesa, pregò i suoi Santi
Protettori, espose alla venerazione pubblica le
Sante Reliquie ed il flagello terminò.
Nell’ultimo secolo:
A morto il 4 novembre 1924 per commemorare i
"gloriosi caduti" (12).
A festa il 5 maggio 1945 in occasione
dell’annuncio ufficiale dell’armistizio con la
Germania (13) .
A morto l’11 dicembre 1956 quando i carrarmati
russi entrarono in Ungheria.
12 volte ad "anima uscita" il 3 giugno
1963 alle ore 20:00 per annunciare la morte del Papa
Buono.
A distesa il 7 maggio 1965 per annunciare
l’inizio del 1° Congresso Eucaristico Diocesano e
l’arrivo del Cardinale J. Slipyi, Arcivescovo di
Leopoli degli Ucraini. In quell’occasione il Vescovo
Mons. Pirotto in un suo accorato messaggio scrisse
così: "Suonate più forte, o campane! Suonate a
distesa! Portate la vostra onda sonora fino
all’ultimo casolare disperduto agli estremi limiti
della nostra terra! E’ su questa voce che passa come
un sussurro dell’onda del vento e desta un fremito
sulla fiorita primaverile del piano e dei colli
della nostra Daunia" (14).
A distesa il 15 aprile 1967 per annunciare alla
cittadinanza la nomina del concittadino Don Mario De
Santis a Vescovo di Eraclea con deputazione di
ausiliare di Troia, da parte di Sua Santità Paolo
VI.
A tocchi lenti il 21 marzo 1977 per annunciare
la morte di Mons. Giuseppe Amici (15),
deceduto in Modena.
A distesa alle ore 9:00 del 2 agosto 1978 per
annunciare alla cittadinanza l’ "habemus Papam"
nella persona di Giovanni Paolo I.
A morto alle ore 9:00 del 29 settembre 1978 per
annunciare la morte di Papa Giovanni Paolo I.
A distesa per la venuta a Troia del Santo Padre
Giovanni Paolo II il 25 maggio 1987.
A distesa il 25 maggio 1988 per ricordare l’ora
in cui Sua Santità atterrò a Troia,in ricorrenza del
1° anniversario della venuta del Papa.
A distesa il 15 febbraio 1997 a mezzogiorno per
annunciare alla cittadinanza la nomina del nuovo
Vescovo Mons. Francesco Zerrillo.
A festa il 13 aprile 1997 per l’arrivo del nuovo
Vescovo e la sua presa di possesso della
Con-Cattedrale e del Palazzo Vescovile.
A distesa il pomeriggio del 22 agosto 1999 per
l’arrivo nella nostra cittadina dell’urna di S.
Gerardo Maiella, scortata da 80 Cavalieri
dell’associazione "Natura a Cavallo".
Obblighi del sacrestano
della Cattedrale di Troia nel 1711 (da
Arch.Vesc.,Visite Pastorali, cont.5, vol. XXIII,
f.5)
Che nella campane secondo li
giorni s'usi distinzione nel suono.Nelle feste
di Precetto primo Vespero, Secondo Matutino tre
volte in festa o come si dice a Gloria.
Nelli semidoppi (16)
due volte a distesa.
Ne’ semplici ferie una volta
non meno spazio di tempo che mezzo quarto d'ora
insino ultimo.
Si soni a mezzo dì, e nell'
aurora sotto le pene a nostro arbitrio
Che di ciò vi abbia il peso
il Rev.do Tesoriere a chi appartiene.
NOTE:
R. Mastrulli, "Elementi di Arte Barocca nella
Cattedrale di Troia", ed. Tipolito E. Cappetta &
C. s.r.l., Foggia 15-8-1985; op. cit.
La seguente curiosità è adattata da "Le
campane nella vita troiana", Mons. Rolando
Mastrulli, in "Comunità in Cammino", anno XV-N1 -
Gennaio-Dicembre 1996.
Da notare che l’iscrizione parla di "refusum":
inizialmente, infatti, si era pensato di rifondere
la campana terza rotta, ma poi, siccome la spesa,
soprattutto quella relativa al trasporto
Troia-Castelnuovo nei Monti fu ritenuta eccessiva,
si preferì sostituire direttamente il bronzo con uno
nuovo, anziché rifonderlo, e su quest’ultimo
(formato interamente da lega nuova) fu riportata
l’epigrafe destinata alla campana che si sarebbe
dovuta rifondere.
Notizia ricavata dalla lettera inviata "a
S.E. Rev.ma Mons. A. Pirotto Vescovo di
Troia", dal Dr. Ing. Enrico Capanni il
23/4/1965, dattiloscritta su carta intestata a
"Fonderia Capanni" e conservata in Archivio
Vescovile, Cartella Congresso Eucaristico Diocesano
16 maggio 1965)
Peso, tonalità e costo delle campane terza e
quarta sono state ricavate dal preventivo n.2,
inviato a S.E. Rev.ma Mons. A. Pirotto da
Enrico Capanni il 20/7/1964 (Arch. Vescovile,
Cartella Congresso Eucaristico 16/5/1965)
Da G. Rubino, "Vescovi e Personaggi Illustri
di Aecae e Troja", tip. Mauro-Troia, Dicembre
1997
G. Rubino, op, cit.
Il fonditore Diego Cacciavillano, l’anno
precedente 1754, aveva fuso per la chiesa
parrocchiale di S. Maria Assunta in Biccari, una
campana pesante circa 800 Kg, alta m.1,08, dal
diametro di m. 1,13, con l’epigrafe "Sanctus Deus +
Sanctus Fortis + Sanctus Immortalis + Miserere nobis
+ Christus Vincit + Christus Regnat + Christus
Imperat + Christus ab omni malo nos defendat + A
fulgure et tempestate libera nos Domine" (Trad. Dio
Santo + Santo Forte + Santo Immortale + Pietà di noi
+ Cristo Vince + Cristo Regna + Cristo Domina +
Cristo ci difenda da ogni male + Signore liberaci
dal fulmine e dalla tempesta) e le effigi di S.
Barbara, S. Giorgio, S. Donato e della Madonna
Assunta (dati ricavati dal Censimento delle Campane
della Diocesi di Troia, comune di Biccari, compilato
il 28 maggio 1943 dall’allora Parroco Don Salvatore
Monaco). Poiché anche la campana che il
Cacciavillano rifuse per Troia venne trasportata e
composta a Biccari, è probabile che sul cabreo N.34
dell’Archivio Vescovile di Troia sia sbagliata
l’indicazione dell’anno e che quindi il
Cacciavillani abbia fuso nel 1754 contemporaneamente
la campana per la chiesa di Biccari e la campana per
la Basilica Cattedrale di Troia: il trasporto del
bronzo rotto da Troia a Biccari non si spiega
diversamente.
Lo stesso cabreo N.43, al foglio 60 riporta:
Addì 1 marzo 1768: Compra di uno mazzo di funa per
la campane. .....................Duc. 0:20
Addì 1 di detto mese ed anno:
Pagato al Mastro Giuseppe Livori ducati 10 per
salire (sott. sulla torre campanaria)
la
Campana e per avere tramutata due altre da uno
loco,all’altro e per avere fatte le catene nuove, e
manicone
...............................................................duc.
10:00
L’acquisto di un mazzo di funi
per suonare le campane, era all’incirca una spesa
annua, come testimoniano altre note relative agli
anni 1756, 1757, 1759, 1760. Riguardo alla spesa di
ducati 10 del 1 marzo 1768, si può ritenere che in
tale data fu rifuso un vecchio bronzo poi issato sul
campanile dal Mastro G. Livori. Inoltre, il registro
di entrate ed uscite della Mensa Vescovile, prezioso
per l’innumerevole quantità di dati che fornisce, ci
informa tra l’altro della frequente rottura dei
battagli e dei ceppi delle campane, che così
richiedevano necessarie riparazioni:
Foglio 110
Addì 5 agosto 1761: Pagato a
Mastro Nicola Zuccaro per accomodo fatto alla
Campana in scomponere, e componere il
manico...................................................................................duc.
0:40
Foglio 120
Addì 1 gennaio 1762: Pagato a
Mastro Nicola Petito per accomodo di due battagli
delle
campane...................................................duc.
0:60
Spese di tal genere si trovano
registrate anche nei numerosi registri dei bilanci
degli esiti fatti dalla Mensa Vescovile di Troia per
ordine del Vescovo Mons. Fra Tommaso Passero. Uno di
essi, nella parte relativa alle uscite del gennaio
1866 riporta: Accomodato lo battaglio della
campana, e cucito lo soatto (sogatto, striscia
di cuoio legata al battaglio e connessa all’ansola,
ossia all’anello che tiene sospeso lo stesso
battaglio).....................................................................duc.
0.15
Tra le spese del giugno 1876
risultano pure: Soatto (sogatto) per le
campane rotoli 3 meno
1/8.......................................................£
11.00
mentre nel "Conto
Quadrimestrile dal Primo Maggio al Trentuno Agosto
1865"si legge: Corregge Bufaline per dote
alle campane rotola
3.................................................................................duc.
2.10.
Particolarmente interessante è
quest’ultima annotazione in quanto ci fa sapere che
le cinghie per sostenere i battagli erano in pelle
di bufalo.
L’usanza di suonare a festa le campane della
Cattedrale quando il Vescovo passa in forma solenne
per la Piazza è remota, come testimoniano alcuni
documenti dell’Archivio Vescovile tra cui i seguenti
resoconti di Visite Pastorali:
Da "Visita Pastorale di Mons.
Giacomo Aldobrandino, 10 settembre 1595", foglio
16 (verso): "Eodem die, post vesperas, et
solitum Campanae signum, idem Ill.mus
et Rev.mus Dominusque Archidiaconus et
Vicarius, associatus a predictis collegis, multisque
aliis ex Rev.do Capitulo et Clero
predicto, accessit ad memoratam Cathedralem
Ecclesiam factaque prius more solito ante maius
altare humili Reverentia et oratione, pro visitandis
sanctis Reliquis, progressus est ad eiusdem
ecclesiae Thesaurum [...]"(Trad. Lo
stesso giorno, dopo i vespri e il solito suono di
campana, il medesimo Ill.mo e oltremodo Rev.mo
Signor Arcidiacono e Vicario, accompagnato dai
succitati prelati e personalità importanti, e da
molti altri componenti del detto Rev.do Capitolo e
Clero, entrò nella celebre Chiesa Cattedrale e dopo
aver fatto un umile inchino innanzi all’altare
maggiore e recitata una preghiera, si appressò al
Tesoro della stessa chiesa per visitare le Sacre
Reliquie [...]).
Da "Visita Pastorale di Mons.
Antonio de Sangro" del 5 maggio 1676
(Contenitore 2, vol.VI, foglio 220): "Initium
Sanctae Visitationis – Ill.mus et Rev.mus
Dominus Doctor Antonius de Sangro Episcopus Troianus
generalem visitationem incolare volens die quinta
mensisi Maij 1676. Pontificatus Sanctissimo in
Cristo Patris et Domini Clementis Divinae
Providentiae Papae decimi anno VI feliciter. Amen.
Cappa Magna indutus associatusque a Reverendissimis
Dignitatibus Canonicis et aliis de Clero Cathedralis,
et nonnullis civibus nobilioribus, et Magnatibus
dicte civite civitatis ab eius Episcopali Palatio ad
Cathedralem portam, campanis interim pulsantibus,
devenit"(Trad. Inizio della santa Visita –
L’Illustrissimo e Reverendissimo Signore Dottor
Antonio de Sangro Vescovo di Troia volendo iniziare
la Visita Pastorale il 5 maggio 1676. Nel sesto anno
del felice pontificato del Padre e Signore Clemente
decimo Papa per Divina Provvidenza.Così sia.
Indossata una Cappamagna e accompagnato da
Reverendissimi, Dignità e Canonici e dagli altri
componenti del Clero della Cattedrale, e da alcuni
cittadini nobili e magnati, in detta città dal suo
Palazzo Vescovile scese fino alla porte della
Cattedrale, al suono delle campane).
L’Angelus entrò certo nell’uso prima che Papa
Giovanni XXII, francese come la pratica del suono
dell’ Ave Maria, lo rendesse obbligatorio nei 1318.
Dato ricavato dall’atto inviato all’ "Ill.mo
e Rev.mo Monsignore" vescovo di Troia
dalla Sacra Congregazione dei Riti della Sede
Vaticana il 30 ottobre 1924, in cui appunto si
permette il suono delle campane per commemorare il
giorno 4 di Novembre 1924 "purchè i convenuti
attorno ai singoli monumenti, durante pochi minuti
di silenzio, elevino ginocchioni il loro pensiero al
Datore delle vittorie ed in suffragio ai gloriosi
caduti".
Notizia ricavata dalla "Circolare per i MM.
RR. Parroci e Rettori di Chiesa di Troia",
dattiloscritta su carta intestata di Mons. Fortunato
Farina, sottoscritta a Troia il 5 Maggio 1945 dal
Vicario Generale Domenico Arcid. Maielli e
conservata in Archivio Vescovile nella cartella
"Liturgia AC-29".
Da V. de Santis, "A proposito del
progettato Congresso Eucaristico Diocesano"
in Orizzonte di Troia e del Sub-Appennino, Anno LIII
– N.7 (nuova serie), Troia, 13 luglio 2002.
E’ evidente che le campane della Cattedrale
hanno suonato nell’ultimo secolo per annunciare la
morte di tutti i Vescovi che hanno retto la Diocesi
e di tutti i Sacerdoti di Troia, ma non è opportuno
elencare qui questa innumerevole quantità di date,
perché ne risulterebbe un lunghissimo necrologio. Si
ritiene invece opportuno riportare parzialmente tre
articoli tratti dalla pag. 19 delle "Costituzioni
del Rev.mo Capitolo della Cattedrale di Troja
conformate al codice di Diritto Canonico ed
approvate da S. E. Rev.ma Mons. Antonio Mistrorigo
Vescovo di Troja" (opuscoletto stampato per i
tipi di A. De Nido e figli – Foggia, nel 1957), che
parlano del modo di suonare le campane per la morte
del Vescovo e dei Capitolari:
Art. 91. Alla morte del
Vescovo, spetta al Capitolo provvedere ai suoi
convenienti funerali (Can. 397,3). Ne darà perciò
subito annunzio al popolo col suono delle campane
ripetuto per 5 volte [...].
Art.93. Alla morte di una
Dignità e di un Canonico, il Capitolo ne dia
l’annunzio al popolo col suono delle campane
ripetuto tre volte[...].
Art. 95. Alla morte di un
Mansionario, il Capitolo darà l’annunzio, come
sopra, suonando le campane una sola volta e
celebrando in suo suffragio la messa solenne
[...].
Il Messale Romano classificava i giorni secondo
una scala di importanza che, in crescendo, era così
determinata : Semplice, Semidoppio, Doppio e Festa.