La chiesa della Buona Morte, eretta
nel ’700 e sede della confraternita dei "Morticelli",
aveva l’antica entrata in Via Michele Jamele. I suoi due
campanili erano ricchi di campane che venivano donate
per devozione dai parenti dei defunti. Poi l’ingresso
della chiesa venne spostato sul corso Regina Margherita,
dove è tuttora, e si procedette alla costruzione del
campanile goticheggiante. Notizie sulle più antiche
campane della chiesa si ricavano dal manoscritto
"Libro di memorie edinventario della Venerabile
Congregazione dei Morti di questa Città di Troja",
conservato nella curia Vescovile, e che contiene
inventari "delle robbe di Chiesa ed utensili di
Sacristia" stilati sotto ciascun priore di tale
chiesa dal 1727 al 1933. Nella descrizione del luogo
sacro, scritta nel 1727 si legge: "In detta chiesa vi
sono due sacristie, una vecchia e molto angusta con
lammia di mattoni: staa mano destra nell’entrare
che si fa per il corridojo in detta chiesa, e per questa
sacristia si và alcampanile in cui vi sono tre
campane ma piccole". Altra interessante curiosità è
la seguente: "A5 Agosto 1787. Si fece nelle
Venerabile Congregazione della morte di questa Città di
Troja, una nuova campana, del peso di rotoli 11.5(1), di valuta di ducati 77.20; in questo
modo, cioè ducati 40 lasciati dal fu Canonico Morrone,
ducati 25.20 si posero dall’ordine del Prefetto D.
Tommaso Fiore, per sua Divozione, e ducati 12
dall’Eccellentissimo Signor Marchese del Vasto."
Inoltre sia dall’inventario del 1788 sotto la Prefettura
del Sig. Can. D. Vincenzo Parente, che in quello del
1806, Prefetto il Sig. Can. D. Vincenzo Bellucci,
risultano tra gli oggetti della chiesa "Tre campane,una grande, e due piccole". Nella torre
campanaria fino alla fine degli anni ’50, stavano appese
tre campane. Il concerto aveva le seguenti
caratteristiche:
(le campane sono descritte in ordine
dalla più piccola alla più grande)
CAMPANA TERZA
Diametro: 0.40 m
Altezza (escluso il ceppo): 0.42
m
Peso: 40 kg ca.
Suono: Argentino
Iscrizioni : ET VERBUM CARO
FACTUM EST (Trad. E il verbo si fece carne)
CAMPANA SECONDA
Diametro: 0.50 m
Altezza (escluso il ceppo): 0.54
m
Peso: 80 Kg
Suono: Argentino
Iscrizioni : RIFUSA PER
DEVOZIONE DI ANGELO DE SANTIS FU LEONARDO
Data di fusione : 1915. Questa
campana "mediana" fu fatta fondere a complete spese del
Sig. Angelo de Santis, che vi fece apporre il suo nome,
quando era rettore della congrega il Sac. D. Giovanni
Guadagno. Quest’ultimo si rese benemerito pure per aver
fatto fondere la campana più grande della Chiesa dei
Morti, che quindici anni dopo (nel 1930), essendosi
incrinata, fu rifatta a divozione dei coniugi Cosimo
Adamo e Carolina Caione, come è ampiamente detto sotto.
Fonditore : Fonderia Marinelli di
Agnone.
CAMPANA PRIMA
Diametro: 0.60 m
Altezza (escluso il ceppo): 0.50
m
Peso: 130 Kg ca.
Suono: dolce
Data di fusione: 1930
Immagini e fregi : decorazione
con festoni
Quest’ultimo sacro bronzo, come sopra
accennato, ha una storia piuttosto singolare, raccontata
minuziosamente nella nota al succitato "Libro di
memorie" manoscritta dal Prefetto Sac. Domenico
Adamo. Egli, riguardo agli avvenimenti significativi che
interessarono la Congrega nel 1930 scrive:
"Antecedentemente a questo lavoro, mi occupai di mandare
a termine la fusione della terza e più grande campana
del nostro campanile, rottasi parecchi mesi innanzi. Il
danaro però difettava del tutto. Pensai allora di
effettuare un antico desiderio dei miei genitori, di
lasciare cioè alla Congrega della Morte e Orazione Lire
duemila, col diritto di ricevere in perpetuo, una messa
cantata per ognuno, da celebrarsi nel giorno
anniversario della loro morte. Il mio progetto riscosse
il loro consenso. Le duemila lire furono sborsate
prontamente, le quali invece di essere capitalizzate e
intestate all’ Ente Congrega per l’annuo interesse,
furono utilizzate per la fusione della campana e per la
fornitura di altri accessori del campanile. Tale offerta
però, benché fosse grandemente vantaggiosa per la
congrega e tale da riscuotere l'approvazione di tutti i
confratelli che diedero il loro parere favorevole, pur
tuttavia non piacque alla suprema Autorità
Ecclesiastica, la quale, volendo tutelare gli interessi
dei pii legatarii, aggiunse una postilla in calce alla
deliberazione presa, in cui è detto che, nel modo in cui
è redatta, potrebbe, in seguito, essere abbandonata
dalla Congrega l’esecuzione del legato in parola,
essendo la campana un capitale infruttuoso e un oggetto
non perennemente sano. Quindi obbligava l’Istituzione a
comprare, quam primum, una cartella di Rendita di Lire
Mille (nominali) con i cui interessi annui, la Congrega
deve, perpetuamente, soddisfare il desiderio dei pii
legatarii".
Di queste tre campane non rimane
traccia sui campanili di Troia, per cui non è stato
possibile sapere dove siano finite quando la chiesa
venne sconsacrata.Una sola ipotesi è possibile formulare
per la campana più grande, probabilmente trasferita
nella chiesa di S. Anna e poi rifusa nel 1957 (cfr. nota
1 a pag. 40).
Ex chiesa della
Buona Morte – Il settecentesco campanile goticheggiante, che fno al 1956 sorreggeva tre
sacri bronzi.
NOTE
:
Il rotolo è un’antica unità di misura di peso un
tempo usata in Italia (pari a Genova, a 475 g, in
Sicilia a 793 g e a Napoli a 891 g). Poiché la
Puglia faceva parte del Regno di Napoli, dove un
rotolo valeva 891 g, si deduce che la campana fusa
nel 1787 per la chiesa dei Morti non dovesse
superare gli 11 Kg di peso; si trattava quindi di un
bronzo di piccole dimensioni.